Shit And Shine (2004-2008, LP, mini EP, etc.)

image 1 22877250Eccoci di nuovo qui, dopo un periodo di riflessivo silenzio. Tranquillità brutalmente interrotta ad opera di questo collettivo anglo-americano, dedito a quello che definire rumore abrasivo, sarebbe semplice eufemismo. Noise puro quindi, vera e propria ossessione dei nostri. Ancora una volta, e come sempre, nulla piove dal cielo, nemmeno nel caso di queste scintillanti scorie industriali. I riferimenti vanno al solito cercati fra le pieghe della storia musicale, e in questo caso il pensiero corre ai pionieri della industrial music : Throbbing Gristle, Einsturzende, Chrome e compagnia martellante. E se proprio devo fare un nome direi che la scuola psichedelica-industriale di Helios/Creed è senza dubbio la più frequentata dai ragazzi. Un approccio estremamente tribale, percussivo e rumorista funge da tappeto sonoro per le divagazioni chitarristiche assolutamente iperdistorte e amanti del puro feedback. Pensare, in questo caso, ad una band come i Dead C potrebbe aiutare a farsi un’idea del livello di rumore raggiunto dagli Shit And Shine nelle loro jammistiche incursioni sonore. Free form è dunque la seconda componente utilizzata, insieme, dicevamo, all’ossessiva ritmica percussiva. Bisogna anche dire che spesso gli inframezzi di voce effettata, insieme ai campionamenti di rumore di ogni genere, rende davvero problematica l’analisi di una, seppur minima, forma canzone. Lo stesso concetto di psichedelia va preso con cautela : qui non si tratta di una “Sister Ray” appena più cattiva…siamo piuttosto nel regno dell’estremo, dove l’astrazione si fonde con la carne e il metallo fuso. La differenza sostanziale rispetto alle bands sopracitate, è probabilmente l’assenza di qualsiasi contesto cerebrale: qui non si omaggia niente e nessuno, tanto meno movimenti artistici dai contenuti bizzarri. Esiste soltanto il rumore della modernità che sposa il primitivismo della giungla: jet supersonici e tamburi nella foresta. Ci si potrebbe dunque chiedere quanto possa valere la pena di un ascolto tanto disturbante. Posso soltanto dire questo: sembra difficile da credere, ma esiste una “terapia del rumore”, una via crucis per i condotti uditivi, un calvario benefico e purificatore. Resistere non è poi così difficile, via via che l’ ascolto prosegue, subentrano nuovi percorsi, si scoprono strade impensabili, fino a raggiungere una piccola e inaspettata epifania…(Andrea Seb)

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