Una serie di nomi

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I tempi cambiano, da Myspace c’è una fuga, C inside sparisce dalle prime pagine su Google, Wired ci conferma che in futuro mangeremo insetti e larve. L’indagato si assolve, il bugiardo dice una verità con il 94 % di menzogna, così domani potrà affermare che il suo 6 % l’aveva scagionato. Io non so cosa pensare, le giornate fluiscono verso un buco. Come la pioggia nei tombini. Ci si confonde, non esistono certezze e blàblà…b-l-a. Quindi le certezze ve le do io. Intanto bisogna farsi di buona musica, in questo periodo ci sentiamo in dovere di rispolverare : Babes in Toyland con Fontanelle, Fall con Dragnet, gli incredibili Killing Joke e le loro miniere di riff (anche i Nirvana rubarono) nella loro ominima opera prima, i REM acustici di Automatic for the people, quella visione avuta da Mark Hollis quando compose Laughing Stock dei suoi Talk Talk (che divennero gli Slint inglesi!), il primo (ed unico decente, senza se e senza ma…) degli Interpol e infine il 1968 del padre di Jeff Buckley, quel agrodolce – tristelieto Happy sad di Tim Buckley. Poi potrei attaccare con i film…ma insomma, abbiamo tempo per le certezze no?

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2 pensieri su “Una serie di nomi

  1. Selezioniamo solo il meglio…dalle pietre miliari di…

    Ad ogni modo qui va tutto bene e l'album sarà disponibile in download digitale dal 18 Febbraio un pò dappertutto (Amazon, iTunes, Napster…) mentre i negozi saranno solo nella zona di Roma: Altroquando, magari Transmission e Pink Moon…

    Bye

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