Piccola cinepresa russa da 5 zloty

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Qualche notte fa, volevo prendermi un paio d’ore per spararmi un film. Poi però mi sono messo a pensare che un paio d’ore sarebbero state troppe e che forse mi conveniva dedicare quaranta minuti ad un telefilm. In adolescenza rientrando a casa ero capace di farmi tre o quattro ore con il Fuori orario di Ghezzi. Pellicole visionarie dalla scarsa fruibilità che mi hanno fatto crescere non poco. La visione, che in questo particolare caso ha la valenza di atto divinatorio oltre che di sguardo sul prodotto, è un procedimento serio che diviene più faticoso con il procedere degli anni. Almeno così pensavo. Poi però mi sono intimato di affrontare centootto (numero perfetto, che costringe a riflettere sul come scrivere!) minuti di Kieslowski, in particolare: Il cineamatore! Noi Dirtyfake chiamiamo “Clarence” gli eventi bizzarri che ci guidano a sè. State fischiettando un brano e poi accendete la radio e quella si mette a suonare la vostra canzone, state parlando di un film e quello viene trasmesso la sera in tivvù, pensate ad una persona che non vedete da anni e quella vi telefona poco dopo? Siete stati vittime di una bizzarra iperproduzione di psilocibina che ha favorito quella trasmissione di onde cerebrali poco comunemente denominata: Clarence. Insomma riflettere su determinate questioni e poi incappare in un film che parli di Cinema inteso sia come arte del vedere che come scienza indagatrice sulla natura metafisica della visione…non rientra proprio nelle statistiche. Ma la questione più soprendente non è stata affrontare la casualità, bensì comprendere che l’età non c’entra nulla con la stanchezza notturna, con la repulsione verso le pagine impegnate del cinema. Quello che realmente calza come causa è la: “pressione sociale”. Che c’entra? vi starete chiedendo. E’ comune pensare che più si è stanchi e più sia il caso di rilassarsi vedendo cazzate in televisione. Le serie tv, che godono di una popolarità senza pari, sono figlie del nostro faticoso momento storico e conquistano sempre più persone grazie ad una qualità alta, proposta in pillole. Naturalmente (salvo rarissime eccezioni) la serialità è notoriamente nemica dell’arte (ma cugina della pop-art) e difficilmente vi spingerà ad affrontare percorsi mentali complessi. Quello che consiglio, una volta abbattuta l’ostilità iniziale, è di infilare nel lettore film comunemente noti come “pesanti”. Vi guideranno in posti dell’anima che non avete mai visto o al massimo raggiungeranno lo scopo ultimo della vostra serata, cullandovi tra le braccia di morfeo…

Come? E’ il blog dei Dirtyfake? Ah, scusate. I Dirty sono fermi per lavorare al nuovo EP. Se dovesse saltare una data nel piatto la valuteremo con attenzione. Certo non la cercheremo, ma vi terremo aggior-nati con la camicia…e cari agli dei!

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2 pensieri su “Piccola cinepresa russa da 5 zloty

  1. leggere di Clarence proprio dopo che te n'è capitato uno particolarmente bastardo e subdolo come si può definire? Clarence alla seconda? Una matrioska di Clarence? Lo so, effettivamente non è proprio uno di quei quesiti da togliere il sonno, ma tant'è 🙂

    Grande Ghezzi. ho scopertro un sacco di perle grazie a lui. ricordo ancora la notte che m'ero alzata per bere un po' d'acqua e poi invece rimasi a vedere "il Raggio Verde"

  2. Buffo perchè questo post ha colpito qualcun'altro che aveva avuto lo stesso "clarence" che avevo raccontato. Il Raggio verde di notte è da solo già un titolo monumetale. Rohmer è di certo il regista più talentuoso della nouvelle vague…

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