Fuori la peste

peste

Una vera opera teatrale scuote il riposo dei sensi, libera l’inconscio compresso, spinge a una sorta di rivolta virtuale (che del resto conserva tutto il suo valore solo rimanendo virtuale), impone alla collettività radunata un atteggiamento eroico e difficile”

Antonin Artaud

(da “Il teatro e la peste”)

Come si fa a suonare facile mentre franano le città italiane? Si resta a casa e ci si fa un thè. Come si fa a scollare una persona dalla sua carica politica? Si mette una carica di C4. Come si fa a rendere più intensa una stagione infinita di nulla? Ci si lascia cullare dalla disperazione. Come si fa a cambiare le cose? Non si perde tempo a scrivere su questo blog.

Distinguiamo una ridicola arguzia da una buffoneria.

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