L’indiscreto fascino del linciaggio

Lo so, vorreste sentire il nuovo ep della band, ma c’è un tempo per ogni cosa e come citavano in quel classico degli spaghetti western “Lo chiamavano Trinità”: c’è anche un tempo per combattere e per vincere. In un incredibile quanto profetico articolo di Nicola Chiaromonte apparso su La Stampa nel ’69 si analizzava la violenza e le sue derive sociali:

La violenza è insita nell’animo umano perché inerente al mondo e al posto dell’uomo nel mondo. Si potrebbe dire che l’origine della violenza nell’uomo è la rivolta istintiva contro il fatto di trovarsi a essere rinchiuso in una condizione non scelta, una creatura che patisce prima di tutto -prima di cominciare a soffrire per questo o quel male- di tale irrimediabile restrizione, e quindi è sempre in uno stato di penuria, di privazione e d’oppressione. Se fosse altrimenti, se cioè il fatto della violenza nel mondo umano fosse un fatto di natura animale, gli eccessi mostruosi cui può giungere nell’uomo la violenza non si spiegherebbero.

Mi sembra evidente che, come in quegli anni, ci sia la possibilità di frange violente pronte a sollevarsi. Quando il malcontento supera certi limiti neppure il calcio o la televisione riescono a tenerlo a freno. In Sicilia sono spuntati i forconi, e gli studenti ieri si sono aggiunti alla manifestazione di dissenso, in Calabria pare sia già rientrato il fenomeno, dietro le linee si vociferava ci fosse l’ombra opportunista di Forza Nuova. Ad ogni modo sono tante le persone davvero stufe e arrabbiate, come avvenne nel Connecticut dopo la recente crisi dei mutui, dove i contadini andavano in prossimità delle ville dei finanzieri e dei manager con la loro furia a piantare casini. Li avevano nominati: “Torce e forconi”, nell’aria si sentiva il fascino del linciaggio. Le forze moderate sicuramente tireranno indietro. Io sono dibattuto, non capisco perchè bisogna sempre mantenersi equilibrati quando di equilibrato c’è ben poco attorno a noi. Alle persone che chiedono moderazione, dovremmo suggerire di pretendere moderati stipendi per i politici, moderate tariffe dei carburanti e, persino, moderata retorica nel pronunciare questi slogan.

Mettiamola così, molti di quelli che non ce la fanno più a sostenere il peso dell’Italia del duemila, non avrebbero mai desiderato essere “operativi”. Stavano bene nei loro sofà a vedere Sky. Se qualcosa li ha trascinati in strada, significa che i ladri hanno fatto male i propri conti e il domino di corruzione a cui hanno dato inizio ha raggiunto troppi pesci piccoli. “Si può rubare, con discrezione, ma solo in pochi”. Questa era la gangsteristica verità del secolo passato. Oggi in troppi sono saliti a bordo e basta un cattivo comandante per far ribaltare la nave.

Chi demonizza la violenza deve fare i conti con la violenza di chi costringe i pavidi ad agire con violenza. Non possiamo condannare gli atti di una folla inferocita, di gruppi terroristici, di singoli affamati, glissando sulle azioni dello stato. Saremmo cattivi giudici. Prima si rinuncia alla volontà di dominio in funzione della pace pubblica e poi si chiede la quiete. L’idiozia che non si tratta con i terroristi è una buffa invenzione di chi non ha argomenti convincenti. Come dire: non ti rispondo, non ti sento. Stringendo gli occhi e tappandosi le orecchie.

Si può invocare un “senso del limite”, come scriveva Chiaromonte, ma si sappia che lo stesso senso del limite era stato chiesto a gran voce (due referendum ne sono la prova tangibile!) dalle stesse persone che oggi hanno bloccato una regione. Domani forse, un pò ci spero, paralizzeranno l’Italia.

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2 pensieri su “L’indiscreto fascino del linciaggio

  1. Ci spero tanto anch’io perché dopo lo snervamento segue il tonfo della rottura se si continua a puntare il dito con buonismo ipocrita e opportunistico sugli effetti invece di allentare le azioni. Adesso vengono al pettine, nostro malgrado, i nodi intrecciati dal baratro culturale e ideologico che hanno intricato i capelli della nostra società dal dopoguerra in poi e temo sia inevitabile e giusto forzarne lo scorrimento. Bellissimo articolo e analisi pienamente condivisa.

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