Il guanto

Questa sera finalmente presenteremo Shallow Depths.  Siamo pronti.  Io sono pronto. Ad ogni evenienza. Ho notato che sulla bacheca dell’evento, un omuncolo che un tempo faceva finta di darmi un lavoro, si è infilato cercando malamente di insultare. Ad oggi non ho mai reso pubbliche certe vicende private, che ci crediate o meno, nonostante il blog e la band, so ancora essere riservato. Però non gradisco certi atteggiamenti. La persona in questione è l’avido gestore di una celebre videoteca di S.Lorenzo. Uno che si racconta come un eroe della cultura romana, uno che fa “passare gli esami” alle giovani matricole di cinema. Il poveretto vive una serie di disturbi che lo abbrutiscono quando si guarda allo specchio, la mattina. Dentro di sè lo sa di essere una persona diversa da come si racconta. Gli altri invece lo raccontano per quello che è;  la maggior parte delle persone che hanno avuto a che fare con lui infatti,  provano un certo disprezzo, i più teneri lo trasformano in pena. E’ un uomo pieno di contraddizioni, gli piace presenziare seratine romane “cheap”, gli piace impugnare un microfono per ostentare quel poco di esperienza che si è guadagnata sul campo, adora parlare di ideali e lotte anche se poi andando a scavare trovi la solita ipocrisia italiana. Una delle immagini più vivide che ho di lui, fu mentre cercava di affascinare una giovane cliente del suo negozio parlando di Ascanio Celestini, uscito in noleggio con “Parole Sante”. Faceva sorridere sentirlo sentenziare frasi fatte sul problema del lavoro e dell’Italia sapendo che i suoi dipendenti, me compreso, erano tutti senza contratto. Faceva sorridere pensare che aveva sfruttato l’indulto per limitare i danni dei suoi film pirata ma poi di tanto in tanto polemizzava contro il download selvaggio. Però era una brava persona, solo che non lo si sapeva in giro. Non lo sapeva bene neppure lui mentre raccontava ai pochi clienti che ancora lo sopportavano, che gli avevo sottratto dei soldi…ed era vero, qualche migliaio di euro, che si affrettò a pagarmi tramite avvocato per non finire in causa spendendo una cifra cinque o sei volte superiore. O quando cercò di intimidire un gestore per bloccare un live dei Dirtyfake, minacciando di arrivare con i suoi bravi. Naturalmente nessuno prestò attenzione ai suoi penosi avvertimenti. La parte più divertente della vicenda è che lui evidentemente crede di essere la parte lesa.  Io che avrei potuto intascare una considerevole somma e che invece ho scelto solo di dargli una lezione morale, sarei (secondo i suoi distori parametri!)  un pagliaccio! Un pagliaccio a servizio del sommo omino di paglia, il clown di S.Lorenzo, il migliore del giro. Allora, visto che anche i clown indossano guanti, ti lancio il mio, questa sera passa dopo il live,  la risolviamo assieme, io e te.  Un modo si troverà anche stando oltre lo schermo di un monitor…

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Un pensiero su “Il guanto

  1. Ho capito di chi parli. So cliente da una vita, quel rabbino occhialuto una volta è stato a discutere per n euro. Se jai fatto causa sei un grande!

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