Dio ci benedica tutti!

Ricordate i bei tempi quando C Inside vi suggeriva quale regista sfigato seguire e che tipo di musicista bislacco acquistare? Quando l’inconfondibile (dis)gusto dei Dirtyfake vi portava in mondi mai esplorati prima e il capitano Byron Tiberius Kirk si sforzava di accumunare questo a quello seguendo corrispondenze Baudeleriane? Non sapete di cosa stiamo parlando, non sapete neppure chi siano i Dirtyfake e siete capitati su C Inside per puro, fortuito caso. Ebbene, il piacere sarà tutto vostro;  stiamo per raccontarvi una pellicola in grado di stupire, ingenua a tratti ma capace di sollevare polemiche e “finalmente” discorsi veri. Il prodotto in questione è un film di Bobcat Goldthwait (un comico noto in America, attivo nei rampanti e plasticosi anni ottanta!) chiamato God bless America, una commedia satirica sul mondo che viviamo in questo momento. Non aspettatevi ieri e neppure i tempi moderni, vogliamo dirvelo: questo film è una riflessione che avete fatto qualche minuto fa, è un dialogo che avete  sentito al bar, in America come in Italia, ultima colonia.
Frank (interpretato da Joel Murray, fratello del più celebre Bill) è stato appena licenziato, la sua sensibilità lo rende diverso e lontanto dai suoi simili, si addormenta nonostante il rumore della stupidità dei propri vicini, con gli occhi umidi causati dalla crudeltà della televisione. Dopo la diagnosi di un tumore al cervello, ormai stufo dell’ orrore che lo circonda e della vita che conduce, decide di sfogarsi e di uccidere una insopportabile sedicenne viziata, star di un reality americano. Sarà il principio di un viaggio purificatorio…
Se avete sognato di eliminare i vostri vicini ignoranti, se volevate rubare quell’auto parcheggiata senza cura del prossimo o trucidare chi parlava dietro di voi al cinema, se pensate che i reality musicali facciano pena, se odiate tutti i nuovi teenager cresciuti dall’orribile MTV o se siete fieri di non aver mai visto un episodio di Glee…ebbene questo è di certo il film che fa per voi. Con una penna caustica che ricorda i fasti di Bogosian,  Goldthwait è un Lenny Bruce impazzito e consumato da quel cinismo maturato negli anni novanta e invecchiato in questa nuova decadenza priva di senso. Ricordate il memorabile personaggio di Sclavi: Francesco Dellamorte? Il prode becchino sparava ai vivi che tanto sarebbero divenuti zombi (o forse già lo erano?) per portarsi avanti con il lavoro, allo stesso modo Frank fa pulizia, conduce una guerra contro il brutto, sbagliando continuamente bersaglio, si muove ed uccide quelle persone che i buonisti chiamerebbero “vittime del sistema” ma che noi, come Frank, abbiamo la sensazione che scelgano di essere tali, che scelgano di essere ignoranti. Joel Murray interpreta con classe il ruolo dell’antieroe, gli omaggi sono evidenti, il primo fra tutti è il Travis Bickle del famigerato e pluricitato Taxi Driver (la scena delle armi è praticamente un remake) ma ci sono echi anche dei giorni di ordinaria follia. E una pellicola sporco finta che può spaventare, per tali motivi si possono criticare le risposte che nel film vengono date (la violenza) ma di certo le domande sono quelle giuste. Uscirà nel nostro paese? Non lo sappiamo, ma tutti qui sanno come fare per vederlo sottotitolato no?

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