Nell’incerta etimologia

“E’ un mondo che trovo alienante, degradante e arrivista. Non capisco perchè tanti musicisti scelgano questa strada. Per me la questione non è – perché non firmare con una major?- ma – perché dovresti?- Se riesci ad avere un’idea di come poter provare ad essere il boss di te stesso, questo mi sembra più gratificante e politicamente utile che mantenere qualche ragazzo cocainomane col telefono nella macchina di lusso. Se sei davvero interessato a sfidare il sistema, non credo che tu debba diventarne parte e aspettare che la tua musica rappresenti la tua sfida. Più voci ci sono fuori dal sacro circolo a far confusione, meglio è.

(una giovane Ani di Franco)

Parole vecchie, concetti vecchi. Oggi si arriva persino a fatica alle sue ultime righe. Sono cambiati i tempi sempre uguali…

La immagino Ani, così come la vidi ai live.  La vedo gironzolare fiduciosa e sorridente per la sua America, con i capelli tinti e i Doc marten’s.  Mi pare siano passati parecchi anni dalla sua ultima volta in Italia, evidentemente sente la puzza di idee che non le garbano. E’ che è un paese piccolo, siamo intolleranti perchè costretti a vivere gomito a gomito. Dopo un pò non si sopportano neppure i parenti.

Mi piacerebbe proprio rivederla.

Ad ogni modo si potrebbero fare una serie di riflessioni in merito alla questione sollevata in cima al post ma parlare sempre di musica annoia, non facciamo altro, forse dovremmo scrivere un reportage sul festival dell’Ukulele di ieri sera, a Caldogno, ma sempre di suoni si tratterebbe. Che volete che dica, aggiornare queste pagine è spettrale. Mi attraeva l’idea di ricevere complementarità dalle righe di C inside, non volevamo lanciare parole dall’alto ma riceverne orizzontalmente. Avremmo desiderato scambi. Certo, grazie a C inside abbiamo trovato e conosciuto dei veri amici, persone reali che condividevano i nostri gusti e il nostro sguardo sulla vita stessa, ma è deprimente sapere che il blog venga letto in punta di piedi. Solo il fracasso produce reazioni. Vorremmo più chimica. Invece tutti nel solito guscio.  Vi racconto una storia? Ho letto di un tipo che non produceva niente, lo vendeva, si ergevano fabbriche di niente, ed era un successo. In tv: niente! In edicola:  niente! Si mangiava, si teneva nella bocca, nella testa. Niente!

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