Mais voilà que ca recommence, on me frappe à nouveau sur l’épaule

Vado avanti, passo cadenzato, senza rifrazione, odiando l’estate. So che Boris Vian era un licantropo e che le sue quote sono in ribasso. Ho aperto un librogame e i finali per quanto multipli sono sempre contati, me lo tengo dentro come monito. Guardo gli oggetti da riporre nelle valigie, affrontando un viaggio d’agosto per recarmi al mio nuovo posto di lavoro notturno. Bukowskianamente entrerò umile e ne uscirò presto.

Come al solito.

Sono quello che cerca sempre un impiego migliore ed è una strana morte a battermi sulla spalla per chiamarmi ma, come diceva il poeta Francese: Quando la vita gli parla della morte, ha un sorriso l’amore.

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