Dirtyfake su Rumore di settembre!

Abbiamo fatto un clamore docile con le parole del post precedente, ma le cose proseguono, come dimostrano le poche righe di Frazzi sul numero attuale di Rumore:  ” I Dirtyfake vivono in una bolla spazio temporale che li inchioda alla metà degli anni ottanta. Suonano un post-punk apparentemente anacronistico che si fa apprezzare proprio perchè suona diverso dalla media della produzione indie attuale. Nel loro cd Shallow depths, c’è qualcosa dei Magazine, della Firenze dell’84, qualche accenno percussivo tribale e un intimismo tutto italiano: niente male! “. Ed eccoci inchiodati quindi alle atmosfere degli inizi, che sembrano perfette per arrivare alla fine. La wave sa sempre di congedo, di esistenzialismo, di malinconia. Naturalmente i miei chiodi sono sempre divisi per mano, nella sinistra i 90’s , nella destra gli 80’s. Non saprei dire che cosa accadrà da qui in poi, quello che so è che i Dirtyfake hanno già scritto una serie di brani per il prossimo disco e covano tante idee, sempre troppe per stare tranquilli.

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