Disintegrazione dell’esperto senza tempo

Time Enough At Last

Ma quanti libri hai letto? E’ la domanda che non avrà risposta certa (meno di quanto avrei voluto!) o Questo ragazzo è un venditore nato disse il cliente, come fossimo in un film di Frank Capra, sono le frasi del mio dicembre. Il capo in rapida risposta: non è un venditore, lui è un conoscitore!

Un conoscitore, che si può anche chiamare: esperto.

Ora, come mai uno che se ne intende come me è costretto a trascinarsi in maniera così poco alternative in questo dicembre misero, inumano, scannato e dannatamente prosciugato? Il mio dicembre ideale è nella mia casa di montagna, l’aria nelle strade è frizzante, le mura medioevali rimandano a un sentore di muffa, una ruvidità dolce. I caminetti accessi spargono l’afrore di legname caldo che scoppietta preparando la brace. I rumori sono attutiti, quasi lontani, la gente indossa guanti e cappelli ed è un pò più cordiale. Io di certo sarei rientrato in camera, avrei fissato l’enorme poster di Dean presso lo stereo, avrei acceso una sigaretta e mi sarei messo ad ascoltare Disintegration dei Cure. Come tutti gli anni. Perchè se tutto fila liscio è giusto avere un pò di malinconia, nutrirla piano, cullarla. E’ la vita, almeno la mia, lo richiede. Si tratta di compensazione. Mai concedere troppo a ciò che ci circonda. Dai gatti randagi ho appreso l’arte della diffidenza. Annuso il piatto e mangio se posso.

Herny Bernis era un assiduo lettore, il suo unico desiderio era stare sui libri ma la vita non gli permetteva questo lusso. Un giorno decise di nascondersi in una camera blindata per leggere in santa pace. “Fortunatamente” per lui, la vita venne spazzata via dalla terra da un attacco atomico. Dapprima disperato, scova la biblioteca pubblica, migliaia di libri da sfogliare e nessuno a rompergli le palle. Bernis è al top della felicità pensa di aver raggiunto l’apice ed è in quel momento che la vita lo punisce. I suoi occhiali cadono e le lenti si infrangono…

Eccolo lì Bernis, si era fidato troppo. Ora, tutto questo per dire: come possiamo fare per compensare l’inferno? Perchè a sforzarsi di sorridere nei gironi c’è il rischio che qualcuno si metta a pensare ad una punizione più esemplare.

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