Ridere per ridere

Joker

Bisogna sempre per forza parlare d’amore?
Bisogna sempre comunque far nascere il sole?
E’ necessario far credere di fare del bene?
E’ necessario alle feste donare le rose?

Torna saltuariamente l’argomento della depressione sul nostro blog. Non che mi interessi quello che pensa la gente di noi/me ma mi domando comunque perchè ci debba sempre essere un problema con la serietà. Io non odierei qualcosa se questo qualcosa non mi perseguitasse. Leggi: sarò costretto ad essere disgustato dalla risata, se chi ride continuerà a rompermi le palle quando non lo faccio.

Che poi, diciamocelo, non è che i Dirtyfake siano poi così seri. Il video di My indiecation dovrebbe essere una testimonianza del nostro umorismo. Eppure le critiche che arrivano riguardano spesso la serietà: – Siete troppo seri, sei troppo fermo, gli argomenti che trattate sono difficili. Alle interviste dovreste essere più divertenti.

Forse, ma per l’ennesima volta ripeto: se volessi divertire probabilmente avrei scelto di fare il clown. Oltretutto la maggior parte di quelli che ci fanno le domande sono realmente avvilenti; non sanno niente di noi e ancora meno di quello che li circonda. Uno non può usare un termine inconsueto che subito si crea una certa tensione, che fa questa gente? Come cerca di migliorare la propria cultura?

Che poi fossero felici. Io saltuariamente lo sono. Certo più di quelli che sono ossessionati con l’azione e il torvo movimento muscolare frutto di quarant’anni di berlusconismo (si dimentica il lavaggio del cervello Fininvest degli anni precedenti). Credo che si debba sorridere ma anche rimanere seri quando occorre. Ero sconcertato al liceo quando mi beccavano ad ascoltare i Cure e mi dicevano “ecco perchè sei sempre depresso“.

L’Italia è solo al 45/esimo posto nella “classifica della felicità” delle nazioni nel mondo secondo il World Happiness. quindi ride per ridere, insensatamente. O forse è una chimera, la ricerca del cosmopavone. Si sente dire: no, ti prego, cambia che questo appena apre bocca mi deprime (c’era il suo videomessaggio!), oppure – Mettere qualcosa di più movimentato? Un film d’azione? Gli asiatici sono leeeenti (blastando Kim-ki-duk)

Insomma amici e nemici, io resto quello che sono. Ricordate nel 2010 quando l’Italia cercò di bloccare il film The Road nelle sale? Non riusciva a trovare una distribuzione nonostante il cast di tutto rispetto e la presenza ai Festival (Venezia compreso). Non era la scarsa qualità ad impedire l’uscita della pellicola qui da noi,  quanto, cito alla lettera: la preoccupazione per una vicenda ritenuta troppo cupa e deprimente per suscitare l’ interesse del pubblico italiano.

Ecco io sarò sempre in guerra con quel pubblico lì e con quelli che creano un mercato della risata isterica.

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