Tolstoj in Rca

RCA

Mio padre una volta mi raccontò che agli studi della vecchia RCA quando si incappava in una buona canzone tutti se ne accorgevano. Era il caso di “Questo piccolo grande amore” dove si lasciavano le porte aperte degli studi di missaggio così da permettere l’ascolto ai musicisti che passavano di lì. Lo stesso accadde con “Concerto per Margherita” il quinto album di Cocciante, le persone si fermavano ammirate. Mio padre cercava di dimostrare che l’arte è obbiettivamente riconoscibile con un concetto che va oltre ogni principio critico, semplicemente: l’arte arriva. Non è grave, persino Tolstoj si becco la stessa cantonata. Chissà cosa avrebbe risposto loro Van Gogh, ricordando le sue tele offerte ai contadini, usate probabilmente d’inverno nelle stufe degli stessi, per scaldarsi…o Paul Cézanne con le sue opere costantemente rifiutate dai Salon poichè non comprese.

Un critico disse che la (no)wave band Suicide fu influente quanto i Clash ma, osservando i filmati d’epoca il duo si esibiva davanti a tre persone. Ancora oggi pochi li conoscono davvero ed allora cos’è che arriva?

Di norma arriva la finzione.

Se dovessi dire la mia oggi a freddo, sparerei una roba del genere: l’arte è sincerità nel mostrare il proprio sacrificio umano!

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