L’intingolo

Byron Rink

Biante, uno sei sette sapienti dell’antica Grecia disse:  ” Apprestati lentamente al lavoro, ma ciò che cominci, portalo a termine“. Io sono considerato notoriamente cauto (per non dire rilassato) dai più e posso metterci degli anni ma i miei lavori li porto a compimento. Certo, il filosofo diceva anche di “sforzarsi di piacere” e smussare un contegno altero, ma il rock non era ancora stato inventato e non vorrei che mi venissero troppe vesciche a stringere tutte le mani dei falsi che ho intorno. Forse oggi potrebbe suggerirmi : fai questo cazzo di finto e morente (Biante era un pò scurrile con gli amici stretti!) indie brit pop rock che li fa ballare oppure usa questi suoni fake blues da chiavi nere…ma falli muovere, sforzati.

E se a me non andasse di farli ballare?

E’ sempre divertente lasciare Biante perplesso. Lo vedi andare via mentre rimugina incespicando nei sassi polverosi di Priene, cercando una risposta che possa restare.

Alla fine dei giochi “sforzarsi di piacere” rimanda ad una ossessione moderna che non mi  è mai andata giù. E’ il lifting dell’anima. Le band che ammiro hanno sempre avuto poca gente davanti, e quella folla esigua era una complessa sintesi di emozioni, il midollo spinale di un decennio che ha perso la sua folta chioma. E non si tratta solo di musica, ma di valori. Non si tratta solo di musica, ma di economia. Non si tratta solo di musica ma dell’interruzione di un passaggio fondamentale tra generazioni, la staffetta che si è consumata dal principio della storia dell’uomo e che si è interrotta con l’inizio del nuovo millennio. L’incapacità dei vecchi di raccontare la necessità di un passato coniugata all’inidoneità a mantenere concentrazione sufficiente all’ascolto dei giovani.

Poi che nonno potrei mai essere, vestito con una felpa carhartt? Uno che ti dirà senza credenziali estetiche: la mia musica si ascolta prendendosi almeno una buona ora al giorno della vita, spegnendo il cellulare e le chat, con delle grosse casse di uno stereo costoso, seduto al centro di un triangolo sonoro. Io sono un partecipante e non un ladro, il mio è un gioco, un contratto che ho con la band. Io non ascolto mp3 ma solo cd o vinili. E’ come una cena succulenta, ti accontenteresti di un sugo rappreso quando puoi avere una bella pizza e l’intingolo caldo?

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2 pensieri su “L’intingolo

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