E la città non lo sa

Un giorno come un altro, la gente passa e va e la città non lo sa...(G.Gaber)

Un giorno come un altro, la gente passa e va e la città non lo sa… (G.Gaber)

L’inverno è partito dopo il verde al semaforo, perdendo la pole. Tipico del 2014: fare ogni cosa male. Rivoluzioni finite in confezioni di donuts (ma si sa, loro seguono sempre un moto ellittico attorno al potere, il buco della ciambella). Si attende il nuovo anno, che scatterà con il solito malus e tuttavia, stavolta non ci impedirà di essere positivi, perchè vogliamo vivere: dannatamente. Ci lasciamo alle spalle la Wolksvagen che ci scrive notizie interessanti sulla nuova Passat, il deserto culturale (ma tanto chi cerca troverà sempre l’oasi!), i film che vanno e vengono, le persone che invece vanno e basta, i politici che restano e non li arrestano. Noi siamo ancora qui, chissà per quanto, con questo disco che uscirà barbuto e forse per questo, maturo. E le lampo si staccano, il vento fende, la chitarra fender, il capodanno è un danno accapo. Ora si attende, dormicchiando e canticchiando…magari sognando pecore elettrizzate…ma non troppo.

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