Pete Sampras ha nostalgia

Robin Proper Sheppard - Roma, 1998

Robin Proper Sheppard – Roma, 1998

E se diventi farfalla nessuno pensa più a ciò che è stato quando strisciavi per terra e non volevi le ali (A.Merini)
ma
Quando sarò re sarai il primo ad essere messo al muro (T.Yorke)

Tutti i posti della mia adolescenza sono chiusi, franati, avvolti dalla piena fangosa della corruzione romana. Si capiva che stavano in piedi grazie ad evasione e truffe. A ruota è partito il carrozzone della propaganda sui posti occupati. Chi è che paga? Io neppure ho voglia di commentare, sono solo stanco, stanco di tutto questo. Attendo nell’ombra il germe di qualche controcultura, in effetti non so più se sarei in grado di riconoscerla. I Dirty ammuffiscono con me, le live house sono mezze vuote e più tristi del mio cuore. Quando entro al Branca per pisciare vedo i fantasmi dei miei sorrisi, delle note e degli amici. Ora mi ricordo di essere quel Robert Neville sognato da Matheson. C’era Sheppard che sorrideva e sbagliava, i King’s of convenience ci avevano mentito ma erano dei nerd, non potevi volergliene. Ora con il dito traccio una corsia per la polvere, le tag sulle porte sono antiche.

Sono il tuo riflesso?
Un commovente sorriso allo specchio…
Valgo il prezzo?
Il mio amore è lordo?

Mi pare chiedesse Layne…

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