Cobain: Montage 
of Heck, il giorno dopo

kurt-cobain-montage-of-heckEccoci al fatidico giorno in cui tutti ne parlano. Quello del dopopartita, con le immagini ancora impresse negli occhi, ritrovandoci a rileggere frasi come “brillare per sempre, angelo bruciato” etc. So che vorreste sapere cosa ne penso ma in effetti quello che mi vortica in testa non è così facile da buttare giù. Credo che il film di Morgen vada giudicato per l’overture, l’ho sempre creduto. Cobain è stato una sintesi dell’anima a stelle e striscie, con tutte le sue contraddizioni. La sua figura iconica, cristica, che attraversa disturbata il mare di immagini proprie della generazione x, della mtv generation, ha lasciato un segno difficile da smaltire. E quelle immagini sarebbero divenute ossessionanti il decennio successivo, raccolte nell’intuizione dei social. Il documentario si apre con l’america degli slogan, l’america televisiva, quella delle imprese, del sogno e della (in)felicità, seguita dal baby ritalin Kurt-Donald-iperattivo. E comincia il mostro. Sapete, il documentario di Morgen non introduce troppe novità. Non fu difficile seguire le orme del tipo di Aberdeen, basterebbe noleggiare una copia di Over the edge per capire come avrebbe adottato quegli orfani di guerra: noi. Spesso mi è capitato di sognare questo film. Tutte le informazioni delle bio, i numerosi documentari non autorizzati, i ricordi e la sua musica, si sono più volte mischiati nelle mie notti in maniere oscure, malinconiche, drammatiche. Il suo pregio è proprio quello di aver fissato i miei sogni di flanella zuppa. Cobain ritaglia articoli per farne dei mostri, eccolo giovane disegnatore John Wayne Gacy, Ottis Elwood Toole, John Edward Robinson, Keith Hunter Jesperson, anzi meglio: Jame Gumb, serial killer di finzione “harrisiana” immortalato da Demme. Cobain bidello Freddy Krueger, Cobain come Jonathan Caouette, Cobain Gummo, Cobain che si rade dietro Rose “doom generation” McGowan95 che mostra le tette. Kurt & Courtney genitori delle suicide girls. E da qui si precipita, si precipita seguendo il re d’oro nel buco, fino a giungere alla scusa ufficiale per l’ero. American gothicIl corpo umano ha due cervelli. E’ un fatto. Esiste una rete neurale chiamata cervello enterico che risiede nell’addome. Ogni problema sorto in quest’area può accentuare gli stati depressivi. E’ così difficile parlare, per chi non ne soffre, dei due cervelli. E’ scientifico (ad esempio) che le gastroenteriti acute possano alterare il comportamento psichico in maniera profonda. Fin dall’antichità si affermava che la pancia fosse la sede principale dell’ inconscio ma, ancora più suggestiva, era la pratica divinatoria dell’aruspicina (la lettura delle viscere). Ci soffermiamo quindi banalmente sulla chiave? Sulla sua materia organica infiammata che l’avrebbe guidato in quell’inferno mediatico, in quella moderna geenna di nastro analogico, intrappolata dentro vhs rovinate? E’ nei contrasti sbagliati, nel rumore, nelle scelte, il suo film. Non quello di Morgen sia chiaro, ma quello punk-fecale di Cobain. Che Cobain abbia scelto sembra chiaro, che si sia lasciato guidare è altrettanto chiaro. Tutti noi dobbiamo morire, alcuni sanno farlo con più arrendevolezza di altri e c’è persino chi necessita di farlo. Non credo sia una colpa, così come non è una colpa che Rimbaud da vivo abbia deciso di smettere di scrivere. Sono fatti. Forse non ci basta quello che abbiamo ricevuto tra il 1987 e il 1994 ma vedere l’American horror story familiare della famiglia di Kurdt è stato davvero disturbante come pochi horror oggi sanno fare. Eccoli i Cobain dipinti da Grant Wood, quelli diretti da Tobe Hooper nel 1974, quelli che adoravano firmarsi Sid & Nancy (e la Love fece pure il provino per interpretarla!). Quelli dell’amore filmato senza desiderio del giudizio altrui, quelli che forse non si sono chiesti che cosa avrebbe pensato la bambina rivedendo le immagini del padre strafatto che la sorregge a malapena per permettere alla madre di tagliarle i capelli. Quel Kurt che ha divorato se stesso e noi tutti mentre il diavolo espandeva le colonie e ci ipnotizzava. Ora, La distruzione della morale è prerogativa di molti artisti. Dentro proviamo disagio per la gravidanza tossica di Courtney e per le scene appena descritte. Come verrà su quella bambina? – ci domandiamo. Ma sapete, come ho già scritto, il documentario di Morgen non racconta troppe novità: le mostra. E lo fa senza puntare il dito, sarà la vita a rispondere al quesito di popolo, probabilmente lo ha già fatto.

Francis come va?

Non ci dice la sua, ma produrrà il film.

Sarà una Cobain.

Da qualche parte nel nostro primo video lo trovi a terra.

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