ˈaɐ̯baɪt ˈmaxt ˈfʁaɪ

Arbeit macht frei!

Arbeit macht frei!

In pochi giorni leggo la notizia di furti di strumentazione. I Dirtyfake sanno cosa vuol dire aprire la serranda del box e trovarlo vuoto, desolato, desolante. Quel vuoto diviene anche interiore, per qualche giorno per poi lasciare spazio alla rabbia. Le persone normali non conoscono l’affetto del musicista nei confronti del proprio strumento. Sulle corde c’è il nostro dna, il legno suonato vibra di vita. Sembra retorica ma io con la mia chitarra ci ho dormito e il profumo del legno usato dalla Fender mi cullava. E’ inutile lanciare maledizioni e molto difficile ritrovare la merce. Noi non ci siamo mai riusciti, si sono portati via persino i cavi. Sappiamo che qualche bastardello ignaro avrà pagato due lire il mio ampli, così vanno le cose. Ogni volta che ci ripenso vorrei avere il ladro davanti a me, se nuovamente tirassi di boxe mi sfogherei sul sacco pensando a lui.

Ma oggi siamo tutti impegnati a soppesare le parole di “Gino Latino” quasi autore di “Pochi ma Negri”. Il tipo si è permesso di parlare del lavoro, è successo un putiferio, pari persino alla farfalla pubica di Belen. Ragazzi, ma cosa vi aspettate da Jovanotti? Insomma, andiamo…Jovanotti. Non è che a parlare fosse la Camusso. Sarebbe come aspettarsi dal Berlusca che azzecchi il comizio giusto! This is your country baby!

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