L’infernale Chelsea Hotel nelle mani di un Abele addomesticato

Chelsea_on_the_RocksMi piacciono gli italoamericani, mi rendono sempre un pò fiero. Lo vedi Ferrara, ormai un pò ingobbito, mezzo storto…potrebbe essere un tuo stramboide vicino di casa.

Io sono stato amante viscerale dell’Abel Ferrara di The Driller Killer e The Addiction, ho gradito i gangster complessati di Fratelli e King of New York e, in fondo, non ho disdegnato Il (suo) cattivo tenente. Il nostro Abele è uno che i loosers li penetra, per sviscerarli in celluloide.

Capirete quindi la mia grande curiosità quando uscì il suo primo (ma pare sia stato il secondo) documentario. Ferrara che mi parla del Chelsea, l’unico hotel che davvero riuscirebbe a stimolarmi un viaggio (Overlook a parte).

Ora, come si confeziona un doc esplosivo su di un luogo che sprizza storia pop da ogni tappezzeria unta? Insomma qui si parla di fantasmi letterari, di rock, di odore nauseante e stantìo, di Patti Smith e Robert Mapplethorpe, di Tennessee Williams, Bob Dylan, Charles Bukowski, Warhol, Hopper, Crumb, Edie Sedgwick, Miller e la Monroe

…e ancora: delle sbronze assassine di Dylan Thomas, di Madonna nuda, delle storie sui pompieri di Milos Forman, di orge di 70 persone, di gente che si suicida dal sesto piano, dell’epilogo shakespeariano/punk di Sid & Nancy

Insomma, il post potrebbe durare giorni. Invece si chiude con un deludente documentario affidato al caso. Dove si sente la fine del mito, dove il peso dell’orribile ricostruzione della fine della celebre coppia punk grava pesantemente sulla qualità dell’opera. E se si arriva ai titoli di coda è soltanto perchè è il Chelsea stesso a salvare il fondoschiena di Ferrara, che stavolta non fa concessioni al pubblico girando e montando caoticamente, in maniera tanto anarchica da sembrare sciatta. Ma se a narrare l’inferno non vi fosse Dante Alighieri, quell’inferno stesso cesserebbe di affascinare?

Il Chelsea è una costruzione che si nutre degli stramboidi e della loro arte. Una meravigliosa Gehenna in miniatura che qualcuno si è recentemente apprestato a smontare. Niente più incessanti flussi di eroina per quelle scale, niente più frasi bohémien come: ti pagherò l’affitto il prossimo mese. Niente più ospiti per oltre 24 notti e anche se 58 vecchi affittuari non se ne vogliono andare (e pagano un mensile inferiore rispetto al valore attuale degli immobili della zona) la struttura è già stata data in pasto agli squali della finanza.

Buona fortuna Chelsea, resta rancido.

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