NEWS: C inside si allarga, benvenuta Alda!

Alda_TeodoraniAlda Teodorani è una scrittrice e docente di scrittura creativa alla Scuola Internazionale di Comics. La sua inesauribile vena noir le ha permesso di cavalcare due decenni come “estrema visionaria” e di passare senza problemi da case editrici minori a Mondadori. Potrete seguirla su twitter, qui.

Su C Inside terrà una rubrica che avrà come obiettivo quello di individuare le realtà artistiche indipendenti sopravvissute allo scempio degli anni berlusconiani, culmine di un processo di inaridimento culturale italiano. Non possiamo che farle i nostri migliori auguri, lasciando aperto il cassetto dei sogni, in attesa che Alda riponga anche qualche suo geniale racconto tra le nostre pagine virtuali.
Ma per conoscere meglio la nuova editorialista, a cui diamo il benvenuto, le abbiamo chiesto di raccontarci le sue infuenze pop, le vicende celate dietro alle sue opere.

Allora Alda, vista la mole di lavoro prodotto, sarà un viaggio lungo:

A volte mi dimentico di quanti libri ho scritto. Nell’ultima casa in cui ho abitato, appena sono arrivata, ho subito iniziato a sistemare tutta la mia produzione  negli scaffali; solo un po’ di mesi dopo mi sono accorta di quanto era umido l’appartamento e ho rimesso tutto nei cartoni dentro l’armadio, quelle famose scatole che accompagnano tutta la mia vita, che delineano i miei spostamenti, i luoghi in cui ho abitato e gli uomini che ho amato.
Anche stavolta, come tutte le altre, ho sistemato molti miei libri dentro le scatole, dopo averli estratti per ricontrollarli. Una trentina di libri tradotti, circa venti scritti da me, con il mio vero nome o sotto pseudonimo, una quindicina – non miei – su cui ho lavorato per sistemarne la scrittura, alcune tesi, diversi volumi che parlano del mio lavoro, le antologie, una cinquantina, dove compaio come coautrice, e che non hanno quasi mai trovato posto su degli scaffali in casa mia. Del resto non è un mistero che non amo le librerie dentro casa, detesto che i libri stiano lì a prendere polvere, per me devono girare, essere letti da tanta gente, essere passati e scambiati e conservo quasi unicamente i miei, per il mio archivio personale che non sono ancora riuscita a smembrare.
Ma i “miei” libri, quelli firmati con il mio nome, sono sempre rimasti in vista in tutte le case dove ho abitato. Ognuno di loro ha una storia, triste o allegra, ognuno trae ispirazione da un libro o da un film, o anche da un avvenimento reale, e questo fin dal primo, Giù, nel delirio.

Giù nel Delirio 1991 75dpiIn questo libro sono presenti due personaggi forti, è una storia generata dall’amore che provavo per il primo uomo col quale ho vissuto da dopo che ho cominciato a scrivere, Antonio (il protagonista maschile porta il suo nome e un cognome caro a Dario Argento, Giordani). Si tratta di uno sceneggiatore e scrittore di libri di cinema, oltre che di narrativa, e insieme abbiamo parlato del libro, lui mi ha aiutata con le sue domande, con i discorsi che facevamo, a vedere crescere la storia della pittrice che dipinge gli incubi e del fotografo che li ritrae. Entrambi sono portati dal loro lavoro a ritrarli, entrambi vi devono assistere. Dentro il libro c’è la nostra storia di autori di opere noir e horror, delle nostre visioni cinematografiche e letture che alimentano la nostra scrittura, c’è Peeping Tom  ma anche Allucinazione Perversa e si respira l’aria tipica delle pellicole degli anni Settanta.

Le Radici 1993 75dpiGiù, nel delirio, pubblicato da Granata Press nel 1990, è stato ristampato dalla stessa casa editrice nel 1993 nella trilogia Le radici del male. Il terzo capitolo del libro, Soluzione finale, riprende le tematiche del primo, con l’aggiunta di un punto di vista femminile, di atroci torture (anche queste mutuate da molti thriller italiani, in special modo da Bava e Argento e a tutti quei registi nelle cui pellicole, assai crudeli, si mescolano sesso e sangue), mentre il secondo capitolo della trilogia, Specchi di sangue (storia di un assassino a pagamento che lentamente si trasforma in serial killer) è un omaggio a Edward Mani di Forbice. Fu proprio vedendo questo film e anche sentendo narrare di un fuorilegge (reale) che era particolarmente abile con il coltello, mi venne in mente il protagonista: l’uomo uccide con un coltello che è in pratica un prolungamento del suo braccio. Ha inoltre una passione per le piante del suo acquario, che preferisce ai pesci: Leon, con la sua pianta da appartamento, doveva ancora arrivare.

Labbra di Sangue larker 75dpiLabbra di sangue, che fu pubblicato nel 1997 da Datanews ma che è stato scritto nel 1992-93, dopo Giù, nel delirio, è un romanzo corale, che vede tanti protagonisti; mi interessava uscire dalla gabbia dell’unico narrante che avevo usato finora e volevo mettere in pratica, in versione italiana, la lezione di Stephen King, mio maestro.  Ecco allora che in una città allucinata e nemmeno identificabile si muove un serial killer che uccide le coppiette e si prende i pezzi delle donne che massacra. L’omaggio è chiaro, i riferimenti ci sono tutti, ci sono i libri di Mario Spezi (ma non della Grimaldi) e soprattutto ci sono tutti i film che hanno trattato il mostro di Firenze prima del 1993.

Scusa se interrompo il flusso, peraltro ipnotico, una domanda però mi viene spontanea…prima di passare ad “Organi” la tua opera successiva, puoi dirci quale sarebbe la ” lezione di Stephen King” e perchè lo consideri un tuo maestro?
King è stato il primo scrittore contemporaneo di quello che considero il “mio” genere che ho letto. Penso che la nostra storia di lettori si possa dividere in due epoche, il “prima” e il “dopo” avere letto King perché è una pietra d’angolo (la vera pietra d’angolo della quale parlo non c’entra con la bibbia ma è quella che si deve lasciare di una vecchia costruzione per edificare una nuova casa) per il suo stile, per il suo modo di tenere il ritmo e di costringere il lettore ad andare avanti nella lettura anche se crolla di sonno, per le sue metafore e i paragoni, per la maestria con cui gestisce il flashback, riportando il lettore indietro nella vita dei personaggi a capire come mai fanno quel che fanno. L’esigenza del personaggio di compiere determinate azioni è legata al suo passato; questi grandi romanzi corali – esempio capitale è IT – dove i personaggi, spinti dal loro passato, si ritrovano sul percorso di un destino comune sono stati per me un insegnamento preziosissimo, è come se King mi avesse guardato mentre scrivevo e mi avesse detto: “Sì, lo puoi fare, poiché l’ho fatto io e nessuno ormai ti può impedire di scrivere in questo modo o queste cose”. Non dico che scrivo come lui, per fortuna poiché detesto gli imitatori e le repliche e penso che, quando c’è un grande, ne basta uno, è assurdo imitarlo o replicarlo almeno quanto è assurdo fare il remake di certi straordinari film come Psycho o Carrie per intenderci. Tornando a me e “lui”, mi ha insegnato molto sul piano della tecnica ma anche sul piano della comunicazione con il mio lettore, sul modo di creare quella strana e piacevole sintonia dove ci si trova in un angolo, scrittore e lettore, a dialogare come se fossimo soli al mondo. Nello specifico, è quel che è capitato – più di ogni altro mio libro – in Organi.

Organi+ScC 75dpiOrgani è un passo capitale nella mia carriera di scrittrice. Per la prima volta mi metto davvero in gioco in prima persona con un io narrante al femminile e una protagonista che si chiama come me. L’ho fatto ancora, pure in un racconto dove i “miei mostri” escono dalle pagine dei miei libri e prendono vita. L’opera simile di Bret Easton Ellis arriverà dopo qualche anno, mentre il suo American Psycho, molto simile al mio Giù, nel delirio, era uscito pressoché in contemporanea. Tornando a Organi, la storia di una scrittrice che si prende (letteralmente) pezzi di ogni uomo e li mette in freezer per poi costruirsi l’uomo ideale, c’è l’omaggio ovviamente (dichiarato) a Frankenstein, ma c’è pure il Principe felice di Oscar Wilde, che dona tutte le parti di sé; il suo cuore, unica parte di lui rimasta, insieme al cadavere della rondine che lo ha aiutato, finirà nella spazzatura. Altra ispirazione è il “corpo di pelle” ripreso dal Silenzio degli innocenti. Organi è un libro che ha talmente tanti livelli che vi sono stati spesi fiumi di parole e ogni lettura può dare spunti diversi.

Incubi 75dpiIncubi è composto, come Organi, di molti episodi legati da un unico fil rouge. Torna la mia ossessione, i  romanzi di Tomas Harris dedicati a Hannibal, c’è Anais Nin con il suo racconto dove un cadavere viene trascinato a riva (ma qui è presente anche Ofelia) che ha ispirato pure uno dei brani del CD-book Quindici desideri, c’è la necrofilia di Buio Omega di Aristide Massaccesi, e infiniti omaggi cinematografici e letterari, a Dario Argento, Pupi Avati, Tinto Brass, Sergio Stivaletti, Giuseppe Comisso, Stephen King,  Ann Rice, ci sono riferimenti musicali, Cure, Forbici di Manitù.. . citare tutto sarebbe un po’ come compilare una lista della spesa e non è il caso, anche questo è un libro denso, impreziosito dalle illustrazioni di Giampiero Wallnofer e dalla copertina di Dino Valls.

Cruautés 75dpiCon Belve torno al libro corale: ci sono tanti personaggi, molti omaggi soprattutto cinematografici, si inizia con L’uomo che cadde sulla terra omaggiato dalla storia dei due protagonisti-belve alieni, c’è Coma profondo (qui, i ricchi della città hanno una “riserva” di organi da poter prelevare in caso di bisogno dai loro gemelli tenuti in animazione sospesa), c’è la comunità di vampiri come in Intervista col vampiro di Ann Rice, c’è la bambina di Tre passi nel terrore di Bava, ripresa anche da Fellini in Toby Dammitt, ma poi c’è tutto un divertissement consentito dalla trama (la narrazione si svolge in una Cinecittà del futuro) con i vari attori, scrittori e registi ai quali rendo omaggio.

SacramentidM 75dpiSacramenti, che esce inedito insieme a Le radici del male nel volume I sacramenti del male, è nato dall’ossessione di voler costruire un romanzo sui simboli, in particolare sulle suggestioni di L’uomo e i suoi simboli di Carl Gustav Jung, senza sapere come trasformare in trama questa ossessione ne parlai molto senza concludere nulla. Poi mi arrivarono uno dopo l’altro due saggi da tradurre per le edizioni Mediterranee e trovai la giusta chiave nei simbolismi religiosi grazie appunto a  Le nuvole e il loro simbolismo, L’acqua divina e il suo simbolismo. Ha contribuito non poco pure Desmond Morris con Lo zoo umano e La scimmia nuda. Il risultato è una storia della  grande sofferenza presente nelle nostre vite, generata dalle costrizioni a cui siamo legati per via degli avvenimenti che, non desiderati, avvelenano le nostre vite, ma anche di amore profondo che la morte non potrà sconfiggere…

Naturalmente la produzione di Alda è molto più vasta, molte sono le pellicole tratte dalle sue opere e i saggi a lei dedicati e a quanto pare la sua opera continuerà su queste pagine! Sintonizzatevi meglio su questo vecchio apparecchio chiamato C Inside

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