Il ritorno dei cattivi

Walter-WhitePensavo, un tempo, che tutti tifassero per i cattivi e che quando muoiono nei film o nei libri si dispiacessero: per me era un vero e proprio lutto vedere sconfitti e uccisi i vari mostri: lucertoloni, gorilla o creature della laguna.
Credevo che fosse un espediente per smuovere l’animo del lettore o dello spettatore concludere la narrazione con il protagonista cattivo che muore. E sono andata avanti con questa convinzione per anni, poi  è arrivato Il silenzio degli innocenti a ribaltare la sorte dell’eroe negativo di turno.
Ragionavo tra me e me: perché Hannibal non muore? Eppure sappiamo che si è mangiato un sacco di gente, ci viene detto durante il film, lo vediamo noi stessi in azione che ammazza almeno due poliziotti. Insomma, diciamocelo: ad Hannibal è bastato aiutare Starling nella sua missione di salvataggio e quindi di redenzione sia dalla morte del padre che da quella dell’agnellino. Poi mi è venuto un dubbio e ho chiesto ai miei amici se non ci restavano male quando moriva quel mostro tanto simpatico alla fine del libro o del film. E ho saputo la triste verità e cioè che i cattivi stanno sulle palle a tutti o quasi a tutti.
Ebbene il vento sta cambiando. Non ci è bastato vedere Bob Durst che se la cava sempre nonostante tutte le evidenze che dovrebbero inchiodarlo in “The Jynx” (Jarecki. 2015) ora arriva pure “The Making of the Mob” (Ealer, 2015), miniserie sulla mafia – la prima stagione di questo docu-drama è dedicata a New York, special guest star “Lucky” Luciano – che nel momento in cui scrivo è alla seconda puntata, già prevista la seconda stagione ambientata a Chicago.
Un episodio a settimana è decisamente poco, mi consolerò con il crime drama “Narcos” (Padilha,  2015) che snocciola link uno dopo l’altro sui migliori siti dedicati alle serie tv. Insomma, assassini, mafiosi, trafficanti di droga.
Se – secondo alcuni – il compianto Walter White di Breaking Bad (2008-2013) andava perdonato perché aveva le sue buone ragioni per comportarsi male, qui c’è un bel carico di violenza, assolutamente “gratuita” come piace tanto a voi chiamarla!
Cari buonisti, non potete più salvarvi: la vendetta dei cattivi è in arrivo! Rileggetevi la storia della rana e dello scorpione, fate pace con la realtà che esistono cattivi “nature” e tappatevi in casa a sfogarvi esercitando la vostra cattiveria preferita, quella da tastiera, al riparo dietro un bello schermo.

Alda Teodorani

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