Sotterranei 2: Diamo voce a storie dal futuro

Future FictionSono Alda Teodorani, dal 1990 scrivo e pubblico materiali vari, narrative e prose poetiche e intermediali, mi piace meticciare letteratura, musica, poesia, arte, compio incursioni tra i generi, principalmente noir, erotico, horror, sono stata definita dark lady del noir italiano, regina dell’horror, signora delle tenebre,… ma non tutti sanno che mi occupo di DIY, coi proventi della mia scrittura ho co-prodotto musica e narrativa o semplicemente sostenuto blog e siti punk e di video-streaming in difficoltà. Mi piace sempre scoprire, leggere, vedere o ascoltare qualcosa di nuovo, seguo con attenzione tutte le realtà nascenti, per questo ho chiesto a C INSIDE di tenere una rubrica su iniziative spesso poco visibili che alimentano e concimano il già fertile panorama della produzione indipendente, alternativa, italiana e non solo.

«Diamo voce a storie dal futuro, narrazioni “potenziate” che esplorano la relazione ambigua tra gli esseri umani e la tecnologia, le trasformazioni dell’identità personale e dell’organizzazione sociale, l’incontro tra l’umanità e la scarsità oppure l’abbondanza di risorse: visioni che scrutano in ogni futuro possibile.»
(Future Fiction)

Oggi, mentre mi deprimevo per la fine di CSI Las Vegas, che seguo fin dall’inizio, cioè da 15 stagioni, ho realizzato più di altre volte quanto è importante per me la fiction in tutte le sue forme, quella realtà parallela che posso anche gestire tramite la mia scrittura.
Non è importante se si tratta di una serie americana, di un film italiano o di un racconto scritto da un indiano, per me l’importante è la realtà parallela in cui vivo mentre leggo/vedo/scrivo/ascolto  (si tratta di una sorta di schizofrenia, lo so), un mondo diverso:  ma è un mondo che fin da bambina mi ha aiutata a superare una cupa realtà e i momenti neri che vissi a casa dei miei genitori, o in mezzo ai bulli di scuola.
È quella realtà parallela che mi ha definita come donna e come scrittrice e ha contribuito a fare di me quella che sono oggi, una persona che – con tutti i miei difetti, e sono tanti – si sente esattamente dove vorrebbe essere, e questo è importante.
A proposito di mondo, di autori provenienti da ogni dove, in questi giorni un amico che conosco da tanti anni, una persona generosa e integra, una persona che si è impegnata seriamente per scrivere,  ha vinto per la seconda volta il premio Urania.  Di quella che una volta si collocava tra le mie pubblicazioni preferite, insieme al Giallo Mondadori,  “pulp” nel vero senso del termine, non è rimasto molto, tuttavia il fatto che il mio amico – del quale non vi ho ancora detto il nome – abbia vinto questo premio è un segnale forte di  un tentativo di recupero di quello che era l’Urania di un tempo, cioè un luogo dove non ci sono preconcetti, schemi precostituiti, ma pubblicazioni che spaziano in tutti gli ambiti della SCI-FI con coraggio, ìstorie di ampio respiro tutte diverse tra loro. Insomma, perdio, non solo viaggi spaziali!
L’amico è Francesco Verso, il romanzo – che ho letto in anteprima – è una storia di sangue, non di sangue versato  ma di sangue donato, rubato, oggetto di traffici e di tributi.
Il resto lo lascio scoprire a voi, però  l’importanza di Francesco nel panorama letterario internazionale non sta solo nelle sue pubblicazioni  di fantascienza speculativa (è autore tra l’altro di E-Doll, il precedente premio Urania, e di Livido, tra i miei preferiti) ma nel lampo di genio che lo ha portato a ideare una collana,  un nuovo  modo di leggere, e qui arriva la parte che preferite, la connotazione carbonara e sotterranea di tutta la faccenda. Francesco, per la sua idea che ha battezzato Future Fiction, cerca autori di ogni parte del mondo e porta a immigrare in Italia i loro libri, offrendo loro accoglienza negli ebook Future Fiction (collana della Mincione Edizioni). Scouting, traduzione, editing, riversamento in digitale e poi tutta la parte della promozione tramite i social e il sito, ecco il percorso compiuto da ogni singola pubblicazione. Da ogni parte del mondo, autori mai tradotti in Italia arrivano fino a noi, come (cito a memoria, ma la “mappa” del tesoro Future Fiction è molto più vasta, come potrete vedere dando un’occhiata alla pagina iniziale del sito): il nigeriano Efe Tobunko, che per me è una vera leggenda, il rumeno Teodorescu, il francese Olivier Paquet, i cinesi Ken Liu e Xia Jia, il greco Michalis Manolios si accompagnano ad alcuni italiani, come lo stesso Francesco Verso, Clelia Farris, Giovanni De Matteo e l’insigne Giorgio Manganelli.

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