Sotterranei 3: Mammamiaquantosangue

MMQS#1

Sono Alda Teodorani, dal 1990 scrivo e pubblico materiali vari, narrative e prose poetiche e intermediali, mi piace meticciare letteratura, musica, poesia, arte, compio incursioni tra i generi, principalmente noir, erotico, horror, sono stata definita dark lady del noir italiano, regina dell’horror, signora delle tenebre,… ma non tutti sanno che mi occupo di DIY, coi proventi della mia scrittura ho co-prodotto musica e narrativa o semplicemente sostenuto blog e siti punk e di video-streaming in difficoltà. Mi piace sempre scoprire, leggere, vedere o ascoltare qualcosa di nuovo, seguo con attenzione tutte le realtà nascenti, per questo ho chiesto a C INSIDE di tenere una rubrica su iniziative spesso poco visibili che alimentano e concimano il già fertile panorama della produzione indipendente, alternativa, italiana e non solo.

MAMMAMIAQUANTOSANGUE è fuori! Ma in tutti i sensi: la fanzine, al suo quattordicesimo anno di vita e al terzo numero, origina da un discorso musicale dirompente. La sua uscita è importante, oggi, rispetto alla situazione generale del suono, in Italia soprattutto. Perché c’è bisogno di ricordarsi di un livello diverso nel discorso musicale.

Massimo Truculenboy Onza da ragazzino schianta i marciapiedi con lo skateboard, e di conseguenza sente i primi pezzi punk-hardcore nei video della Santa Cruz. Lo skate passa, ma la passione di per se stessa, dell’esigenza di passione, resta, affiancata al desiderio di rottura di schemi sociali e politici, che Massimo inizia a esprimere a 17 anni collaborando a varie fanzine e poi realizzando nel 2002 la prima fanzine interamente prodotta e distribuita da lui. Il nome della fanzine, che è quello sotto il quale ancora oggi trovo Massimo nella mia rubrica, è Mammamiaquantosangue, un numero che lui porta al MAI, festival dell’autoproduzione indipendente al c.s.a Capolinea di Faenza, e che parla di suoni punk-hardcore in un momento nel quale la scena musicale in Italia era più evoluta e sperimentale di oggi.

Con Mammamiaquantosangue Massimo parla della scena punk-hardcore e dei suoi protagonisti, di scrittura e di personaggi e situazioni che  negli anni successivi avrebbero fatto scuola e che sono stati fondamentali per capire il presente.

Nel 2004 nasce la Mastro Titta Produzioni, la prima uscita è Forti di incomprensioni instabili degli Arsenico: le produzioni Mastro Titta vengono diffuse tramite i banchetti ai concerti, sia con le vendite ma soprattutto con gli scambi di dischi e fanzine che, ieri più di oggi, sono stati una chiave fondamentale di confronto di materiali, della diffusione di una passione che i giornalisti non hanno.

In questa chiave nascono pure i primi concerti di Massimo, all’inizio con altri gruppi ed esponenti del punk-hardcore e del noise, in una visione del suono contro lo star system e la sete di protagonismo, operando da “non musicista”, termine che lo aveva colpito vedendo una vecchia intervista a Thurston Moore che lo usava per definire la sua opera. In questa chiave, la celebrazione dell’individualismo dove si sta “al di sopra” degli altri e  il tipo di esibizione verticale da un palco ponendosi in modo protagonistico, dove non c’è un reale scambio alla pari con un pubblico, è politicamente negativo dal punto di vista sociale.

Tra il 2007 e il 2008, l’idea di Massimo nei primi gruppi (Tronco e Compoundead) e condivisa dagli altri, è quella del suono come scambio orizzontale, oltre all’assioma che chi suona e chi partecipa ai concerti fa ugualmente parte della scena punk-hardcore: si tratta di un livello partecipativo decisamente contrario al livello passivo in cui esiste solo l’immagine del musicista rockstar-idolo. Un livello dove il rumore è una forma di espressione di discorso sociale e politico. “Il futuro sarà nelle mani di chi saprà manipolare il rumore”, cita Massimo: è una frase del cantante dei Neurosis, una di quelle frasi folgoranti che si allineano e accompagnano la visione del proprio modo di comunicare ed eprimere.

Nel 2010 nasce l’etichetta Sincope, tramite la quale Massimo Onza vuol prendersi più responsabilità dal punto di vista personale e delle idee, cioè nell’espressione della sua visione del punk-hardcore: se Mastro Titta aveva partecipato a molte co-produzioni, che però nel tempo stavano perdendo la funzione aggregatrice e del fare qualcosa insieme ad altri, somigliando sempre più all’attuale crowfunding, dove nessuno è individualmente importante per l’uscita del prodotto.

Sono uscite, quelle di Sincope, caratterizzate da un motivo politico e uscite di dischi che mirano a colpire tramite un suono che possa mettere in crisi la mistificazione sociale con la sua idea del successo musicale e dell’importanza del successo tipicamente berlusconiana che si sta cercando di inculcare alle persone con molti mezzi.

In quest’ottica che si inquadra, oggi, l’uscita del numero 3 di Mammamiaquantosangue: recensioni, interviste e sardonici scritti critici, in cui il discorso di fondo è quello dell’esigenza di riappropiarsi della socialità e della politica, anzi di una visione politica della musica.

Alda Teodorani

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...