Il gioco di Escher

Echochrome

Byron Rink cade

Molto spesso bisogna capire come ruotare la propria vita per fare un passo in avanti. Proprio come accadeva in quel gioco che sarebbe piaciuto a Maurits Escher. Mutare la prospettiva può cambiare la realtà.

Le mie parole oggi sembrano vuote perchè non è così semplice cambiare il proprio punto di visione, uscire da se stessi per guardare diversamente. In sostanza, siamo la somma dei nostri errori, che ci piaccia o no e spesso andiamo dritti come proiettili nella sola direzione che conosciamo.

Fisso l’insensatezza (ma con la tezza in casa mia!) delle raccomandate mezze compilate, dei toner che aspettano di uscire dalla plastica, delle bic con la punta secca e l’inchiostro rappreso come sugo vecchio.

Costretto a leggere un manuale di sceneggiatura televisiva mi annullo nelle ovvietà dei punti di svolta, nelle tabelle dei timecode che delineano la divisione in atti degli episodi, nei dialoghi di sitcom inglesi che non vedrò mai.

Allora mi sembra di cadere.

(interruzione pubblicitaria)

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3 pensieri su “Il gioco di Escher

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