Gaycation

gaycation

Gaycation è un documentario che fa il punto sulla situazione dell’universo LGBT nel mondo, con tutte le problematiche di chi è sessualmente diverso.
Ho visto la prima puntata ieri sera, dopo un po’ di esitazione, dal titolo e dal banner non sapevo farmi nemmeno un’idea sul suo contenuto e, come sapete, non amo prendere informazioni su materiali video prima di vederli, preferisco sondare a caso e farmi da sola la mia opinione.

A quanto pare, gli episodi di Gaycation sono tutti visibili qua: gaycation anche se io, avendo ancora bisogno di sottotitoli, li ho incrociati in altri siti. Gaycation mi ha peraltro dato modo di iniziare a esplorare il canale di VICE, Viceland, (per me una novità, anche se al momento non ho ancora capito bene il fil rouge che unisce le sue produzioni) e poi, googlando velocemente, ho scoperto – di sicuro da ultima arrivata tra tutti quelli che conosco, ma lo sapete, l’ “informazione” non è di certo il mio forte – VICE | Italia, definito dagli strilli di presentazione “La guida definitiva all’informazione illuminante – www.vice.com/it una galassia in continua espansione a base di giornalismo immersivo, investigativo, scomodo e diretto”. Buono a sapersi.

Tornando alla prima puntata di Gaycation, Ellen Page e Ian Daniel se ne vanno in giro per il Giappone, nei quartieri e bar per gay, arrivando poi alle esperienze individuali e alla volontà di cambiamento in un paese nel quale le unioni gay sono illegali e scoprendo lentamente quale è la situazione in Giappone per chi si è trovato “nel corpo sbagliato”, come dice a un certo punto uno degli intervistati, facendomi ancora una volta riflettere – chi mi conosce sa che mi succede da tempo – sulla concezione del corpo. Ma è davvero così? Il corpo è sbagliato o è la società ad esserlo?

In fin dei conti sono le convenzioni sociali che ci guidano a “usare” il corpo in un certo modo, non trova forse chi lo usa diversamente una soddisfazione sessuale? Sì, e allora in fin dei conti è verosimile che sia il caso di tenerci il nostro corpo così come è, facendo quel che ci piace e ci va e cercando invece di cambiare la società che ci circonda. Tanti progressi sono già stati fatti e come rispondeva David Yourofsky in un’intervista a proposito del veganesimo, “l’ingiustizia nel mondo non può durare per sempre, ogni forma di oppressione cadrà. Ci sono voluti 400 anni per convincere i bianchi americani che i neri non sono di loro proprietà.”

Insomma, come potete ben vedere da questa specie di articolo, Ellen Page e Ian Daniel non ci portano solo in viaggio per il mondo, ma anche in viaggio dentro la nostra mente e le sue connessioni, dentro la comprensione per chi ha un orientamento sessuale “diverso”. Ma, in quanto a questo, siete così sicuri che gli etero sono poi tanto uguali? Pensiamoci su.

Alda Teodorani

 

 

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