Deep Web – the crime saga of the digital age

Silk_Road_Seized

La nuova frontiera di internet è la protezione della privacy, una battaglia iniziata con i primi cyberpunk, proseguita con le idee di Jacob Appelbaum, WikiLeaks e Julian Assange e la crittografia delle comunicazioni.

Innumerevoli quantità di dati riguardanti gli scambi di messaggi, contenuti condivisi, attività dei dissidenti, sono ogni giorno analizzati dalle agenzie governative. La protezione dalla intrusione nella nostra privacy è un software di nome Tor che permette di navigare in modo sicuro e nascosto, un’open source che dà modo di accedere agli strati di internet denominati Deep Web. “E mentre le forze dell’ordine e i media hanno diffuso un’immagine di Tor e della dark net come strumenti nefasti per criminali, è importante capire che sono diffusamente usati bene da agenzie governative, giornalisti e dissidenti in tutto il mondo”. È proprio in nome della difesa della privacy che il nome di Ross Ulbricht e il sito da lui gestito, Silk Road, sono diventati simboli.

Silk Road, sito di e-commerce, era soprattutto usato per la vendita di stupefacenti di tutti i tipi, commerciati tramite Bitcoin, la valuta che, se usata attentamente, permette di mantenere l’anonimato e non è controllata dal sistema bancario.

Deep Web è il nome del documentario diretto da Alex Winter che racconta la storia di Silk Road e di Ross Ulbricht da diversi punti di vista, seguendo anche la traccia della grossa inchiesta realizzata da Andy Greenberg, Caporedattore di “Wired”, il quale si è iscritto a Silk Road e ha fatto un tentativo di approccio con l’amministratore del sito, un tipo carismatico che postava messaggi di amore e amicizia verso gli utenti, forniva spunti di discussione nel forum, dando l’impressione che Silk Road fosse una specie di grande comunità, e che in seguito si era dato il nome di Dread Pirate Roberts, o DPR, figura simbolica che non muore mai ma cede il suo nome e le sue funzioni a chi arriva dopo di lui. “Dread Pirate Roberts mi sembrava una delle figure più interessanti di tutto il mondo,” racconta Greenberg. “Nei forum della Silk Road, postava costantemente lettere d’amore per i suoi utenti, trattati filosofici, frasi sul tipo ‘Grazie per la vostra fiducia, cameratismo e amore’. La Silk Road è stata fondata su principi libertari, aveva anche un club del libro di Dread Pirate Roberts in cui organizzava discussioni di economia austriaca e filosofia del libero mercato. Allo stesso tempo, nessuno sapeva chi era. Non aveva mai parlato alla stampa prima. Io lo incontrai nei forum della Silk Road.” Incalzato da Greenberg, Dread Pirate Roberts accetta di concedere un’intervista dove dichiara di non essere il fondatore di Silk Road, ma racconta anche del suo tentativo di far crescere Silk Road come sforzo collettivo, comunità di idee dove ognuno possa portare il suo contributo, luogo dove sono proibite la pornografia minorile o la vendita di qualsiasi cosa che possa danneggiare persone innocenti, materiale o denaro rubato,  ma soprattutto di creare una situazione che non solo propagasse l’idea di legalizzazione di erba e di eroina, ma creasse le basi per impedire il controllo da parte delle autorità di quel che la gente compra e vende.

Nel frattempo però Silk Road è nel mirino del FBI, vengono intercettati pacchi alla frontiera contenenti droghe, ricerche su Google riguardanti la sua nascita portano a un vecchio account di Ross Ulbricht, grazie all’infiltrazione di agenti che si fingono compratori o venditori uno spacciatore viene arrestato, e nel giro di un anno tutto precipita,  la rete si stringe, gli investigatori sanno chi è Ulbricht, l’hanno visto in faccia, uno degli infiltrati chiede un controllo amministrativo al gestore di Silk Road, che si collega usando il WiFi di una biblioteca pubblica.

E anche se non si sa esattamente come la catena di investigazione abbia portato fino a quel punto i federali (il racconto dell’agente che ha condotto le indagini è confuso e improbabile, c’è il sospetto che i cyber agenti abbiano violato il quarto emendamento) alla fine della storia c’è il fatto concreto che Ross Ulbricht viene arrestato mentre è loggato da quella biblioteca sul sito Silk Road.

Il sito viene sequestrato e oscurato.

Ulbricht, prima del  processo, fa un anno di carcere e viene pubblicamente processato sui media, i federali diffondono la notizia che è sospettato di omicidio su commissione, di incitamento all’omicidio nei confronti di chi aveva parlato e per colpa di questi sospetti gli viene negata la cauzione.

“Quando finalmente ci fu il rinvio a giudizio, non si ebbero accuse riguardo le imputazioni per omicidio, solo sul traffico di droga, riciclaggio e pirateria informatica. Avevano sei accuse. Le usarono contro di lui per privarlo della cauzione, e due mesi e mezzo dopo, il pubblico ministero non lo incriminò. Invece ciò che fecero fu di definirlo crimine non perseguibile. È un modo per avvelenare l’atmosfera, cosicché la giuria non si focalizza sulle accuse, ma si focalizza su questa atmosfera che il governo ha creato. Sembrava come se la trappola del governo lo avesse accusato di omicidio in questo modo informale, cosicché quando fu accusato di crimini non violenti, fosse visto ancora come criminale violento.”

Al processo, Ulbricht ammette di essere fondatore del sito, sostiene però di non essere DPR ma le prove che sono portate a difesa vengono scartate o invalidate, o meglio ancora non viene permesso di presentarle, è ascoltata solo l’accusa, e non è permesso alla difesa di Ulbricht di riferirsi alla denuncia penale contro due ex agenti federali che guidarono la task force Silk Road a Baltimora, imputati di avere rubato oltre un milione di dollari in bitcoin dalla Silk Road e  di averli trasferiti su conti personali.

Ross Ulbricht è stato condannato all’ergastolo senza condizionale nel maggio 2015 per traffico di droga, pirateria informatica, riciclaggio di denaro.

Silk Road ha riaperto i battenti e il suo amministratore si chiama Dread Pirate Roberts

Link:
https://www.scribd.com/doc/295281254/Silk-Road-Appeal-Brief
https://freeross.org/
https://www.youtube.com/channel/UCJHvrjMcj4H0Vq0ysrSJasA

Alda Teodorani

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