La crisalide degli Zephiro

z2

Zephiro – foto di Ilaria Turini

Oggi su C inside abbiamo fatto quattro chiacchiere con gli Zephiro, che saltuariamente incontriamo per le strade romane o nei club. Come noi resistenti alle intemperie della barbarie italiana eccoli nuovamente pronti ad affrontare la sfida di un nuovo disco.

1) Una prima domanda rispetto alla line up attuale, si sente la nostalgica riappropriazione di un genere formativo (per quelli della nostra età) come la new wave. Cosa vuol dire suonare questo genere oggi e come reagisce il pubblico più giovane?

Attualmente è in atto una “ulteriore nuova onda” che sta entrando nel DNA della generazione odierna. La riprova è insita proprio nella nuova line up la quale vede alla batteria Leonardo Sentinelli che, avendo 21 anni, ne è la cartina tornasole perfetta. Una parte del pubblico più giovane non sa neanche da dove proviene questo genere ma non hanno difficoltà ad apprezzarlo grazie all’opera di rivisitazione degli Interpol, Editors, White Lies e via dicendo. Lo stesso accadeva nei primi anni ’80 quando probabilmente i giovani di allora non conoscevano le radici della new wave. Vedi gli Smiths che attingevano dagli anni ’50 per esempio. (Claudio Desideri)

2) Gli Zephiro vantano una buona attività live, come sono cambiati i panorami musicali negli ultimi anni e in particolare cosa pensate della desertificazione culturale romana?

E’ un discorso molto ampio che cerchiamo di riassumere in queste due semplici osservazioni riguardanti qualsiasi città italiana. La nostra prima considerazione riguarda l’eccessivo uso dei social network che acuisce la distanza tra musica, musicista e pubblico. In secondo luogo la crisi economica, creata o meno a tavolino, lecita tagli alla cultura e rende frenetiche le nostre vite lasciando poco spazio all’approfondimento. (Claudio Desideri)

3) Il precedente singolo “Amelia” vi ha portati fino in Islanda. Quanto significato ha, per voi, “il viaggio”?

Il nostro album di prossima uscita è incentrato proprio su questo concetto. Il desiderio della scoperta di nuove terre e la composizione dei brani sono andate di pari passo alimentandosi a vicenda. Il viaggio è la fonte di ispirazione massima poiché aumenta le occasioni di incontro e scambio di idee ed emozioni. Con esso c’è una maturazione interiore che rende aperti a cambiamenti e ci fa accettare nuovi punti di vista lontani dalla nostra cultura. Uno dei limiti delle generazioni passate è l’aver avuto poche possibilità di viaggiare rispetto a noi. I risultati si vedono dai disastri provocati dalla nostra classe politica che oltre a reiterare gli stessi errori non accetta un passaggio di testimone. Ovviamente anche noi siamo complici ed in parte collusi, ma questa è un’altra storia. (Claudio Todesco)

4) Vi siete esibiti anche all’estero. Lì com’era il pubblico, più interessato?

Abbiamo avuto la possibilità di conoscerne principalmente due tipi. Quando suonammo a New York trovammo pubblico accogliente ed amichevole. Raramente i locali sono costretti ad integrare ristorazione e live per sopravvivere come in Italia, quindi quasi mai ci sono tavolini sotto il palco e gli avventori vanno nel locale principalmente per il concerto. Quindi niente musica di intrattenimento per una bella cena ma al contrario un bel concerto intrattenuto da una birra. In Giappone abbiamo trovato pubblico rispettoso, si parla poco durante il live quasi fosse uno spettacolo teatrale. Questo non significa che non sia partecipativo, l’esplosione c’è alla fine di ogni brano. Anche lì ci si vuole divertire e si partecipa all’evento restando fino alla fine, ascoltando tutte le band e dopo il live a fare festa insieme. La qualità media delle band in entrambi i luoghi neanche a dirlo è altissima. C’è solo da imparare, siamo abituati a vedere band che una volta che hanno suonato non ascoltano le successive inducendo involontariamente anche il proprio pubblico a fare lo stesso. Succede che le band non rispettando il tempo che gli è stato assegnato spingono il fonico o l’organizzatore a segnalargli di fare l’ultimo brano, non c’è cosa più triste da vedere. Potremmo fare un elenco infinito d inefficienze anche da parte dei locali purtroppo. Suonare all’estero serve per portare qui testimonianze di come qualcosa può funzionare meglio. (Claudio Todesco)

5) Nessuno chiede alle band se, per loro, dal palco, si veda qualcosa di interessante. Le persone credono erroneamente che i musicisti non studino le persone che li ascoltano, ma un pubblico vivo e in fermento rimanda alla band delle vibrazioni che creano un moto ciclico. Raccontatemi qualche storia, il ricordo della vostra migliore serata…

Molto difficile rispondere, mi verrebbe da dire che la migliore sarà sempre la prossima poiché vivere di ricordi oltre un certo livello ci rende statici. Lasciando da parte i moniti a me stesso e le ambizioni, le serate più emozionanti non sono state obbligatoriamente quelle in condivisione con un artista famoso o su un palco ambito. Ricordo con piacere un live a Montpellier in Francia in un locale piccolissimo chiamato “La Pleine Lune” in un quartiere a prevalenza musulmana dove il limite del cantare testi in italiano era inesistente ed il pubblico ballò ininterrottamente fino alla fine del concerto. Ricordo che il recensore della serata ci paragonò molto coraggiosamente agli eredi di Lucio Dalla, la cosa ci fece molto sorridere. Riguardo la percezione che abbiamo noi musicisti dal palco è molto personale. Nel mio caso vivo un esperienza apparentemente distaccata e concentrata ma in realtà sensi a me sconosciuti mi dicono che intorno ci sono persone che si emozionano. (Claudio Todesco)

6) Cosa pensate dell’assenza di un canale musicale di riferimento? Secondo voi internet ha lo stesso peso?

Non ha lo stesso peso perché l’offerta è talmente alta che diventa da ricchezza una opportunità di distrazione. Ricordo Videomusic, MTV e TMC2 per citarne alcuni. Si sintonizzava la tv su quelli senza molto zapping e la poca offerta aiutava l’approfondimento. Non sempre l’accesso a tutto ci rende migliori. (Claudio Desideri)

7) Il nuovo video “Crisalide” parla della ciclicità della vita, l’Islanda sottrae il ruolo di protagonista alla band, con la sua glaciale bellezza catturata da queste immagini. Cosa ci raccontate a proposito?

Non appena fu scritto il testo di Crisalide, che sposava a pieno l’epicità della musica, rimandammo il nostro pensiero a luoghi incontaminati dove la natura è padrona assoluta. Pensammo subito all’Islanda e ci mettemmo in cerca di offerte low cost per andare lì insieme al bravissimo regista Federico Toraldo che fu subito entusiasta dell’idea. La scelta di non usare immagini con gli strumenti è stata voluta come lo è stato per il video di “Amelia”. Non volevamo distrarre troppo il pubblico dall’essenza del brano e dalle atmosfere. (Leonardo Sentinelli) 

8) Quale sono i progetti futuri degli Zephiro?

Stiamo ultimando il missaggio di “Baikonur”, il nuovo album di prossima uscita, al The Garage Studio in provincia di Arezzo, con Fabrizio Simoncioni e l’assistenza di Marco Romanelli. Siamo molto soddisfatti di come Fabrizio sia riuscito a cogliere le nostre aspettative e metterle in atto con la sua esperienza eccelsa in un genere come la new wave che in Italia trova pochissimi esperti. Contemporaneamente a breve usciranno le prime date dopo questo periodo di stop dovuto proprio alla produzione del nuovo album. Quindi restate in contatto con noi tramite le nostre pagine sui social, in particolare sulla pagina facebook: www.facebook.com/zephiroband . (Claudio Desideri)

BR

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...