Gli anni dell’Amore

mirror-of-love

Nel 1988, durante gli anni della Tatcher, il governo inglese (per adottare una misura di facciata contro l’AIDS) fece passare una legge chiamata Clause 28. L’obiettivo principale era quello di cancellare l’omosessualità dalla cultura ufficiale (in particolare dalla scuola) eliminandone i riferimenti storici, letterari, poetici, artistici. Buona parte del paese si mobilitò contro ed Alan Moore pubblicò su AARGH! (Artists Against Rampant Government Homophobia) un vero poema in prosa che, guarda un pò, ripercorreva la storia dell’amore omosessuale in un lungo, illuminante, viaggio nella storia dell’Occidente. Una storia di lancinante bellezza e dolore in cui “la dignità marciò a fianco della vergogna”. Per comprendere seriamente come la cultura omosessuale sia sopravvissuta nonostante i secoli di persecuzione, ve ne trascrivo alcuni estratti ma vi consiglio una lettura integrale, meglio se in originale (Ad ogni modo esiste una raffinata edizione italiana a cura di edizioni BD):

In principio,
ancor prima di approdare in terra ferma
liberamente si amavano le cose,
ignorando il genere.
Fu il desiderio, cieco,
a far pesce la limaccia dei fondali,
a mutare il pesce in scimmia, con il sesso,
glorioso motore della vita,
ribollente nel fango.
Gli animali se ne rammentano:
i delfini alternano ancora
gli accoppiamenti
tra il proprio sesso
e quello opposto,
e le loro estasi echeggiano
per miglia…

Ci amammo
mentre le grandi culture
del mediterraneo fiorivano
per nulla turbate
dai propri impulsi
omoerotici

Considerando l’amore
tra uomini e fanciulli
pratica di civiltà
Greci e Romani
ne fecero un simbolo
di classe e di rango
nel loro complesso
castello di potere…

Noi eravamo creatori.

Omero cercò nei versi
di stringere l’ombra di Achille
mentre sulla sua isola Saffo
ricordava la mirra
versata sul capo della sua amata,
le fanciulle riverse su soffici stuoie
con tutto quel che desideravano
al loro fianco

Ma questa tolleranza non resse
all’avvento del cristianesimo
che ignorò del tutto
l’amore di Cristo per i reietti
e abbraccio invece
la severità morale.

Indicando il sesso come abbietto
un ostacolo alla fede
San Paolo definì
l’amore tra lo stesso sesso
per la prima volta un peccato

Ah, peccato

Si chiamava così
ciò che rubo un bacio
dietro gli scudi
intrecciati dalla guerra?

Peccato
ciò che fece piangere Saffo
e scrivere
“Non ho ricevuto neppure una parola da lei”?

Con le mani macchiate
di sangue innocente,
videro il nostro amore
e lo chiamarono peccato…

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