L’Halloween di Warhol

Oggi è la festa che preferisco, in barba ai molteplici detrattori. Sarà che io con le tematiche orrorifiche ci sono cresciuto e già dalle elementari mi cibavo di Edgar Allan Poe. Sarà che cominciai a leggere Dylan Dog fin dal primo numero e se vogliamo proprio parlare di Lovecraft ti dico fin da subito che…

L’arte come moderno rifugio per gli psicotici (secondo episodio)

C’è da prendere in seria considerazione e che l’arte contemporanea possa costituire un’ottima e opportuna difesa contro il distruttivo giudizio razionale della scienza psicologica. Oppure, d’altro lato, si potrebbe ipotizzare che l’arte si stia lentamente trasformando in uno strumento commercial-pubblicitario per giustificare l’egocentrismo emotivo e il narcisismo dinamico. In effetti, oggi potremmo anche dover ammettere…

ˈaɐ̯baɪt ˈmaxt ˈfʁaɪ

In pochi giorni leggo la notizia di furti di strumentazione. I Dirtyfake sanno cosa vuol dire aprire la serranda del box e trovarlo vuoto, desolato, desolante. Quel vuoto diviene anche interiore, per qualche giorno per poi lasciare spazio alla rabbia. Le persone normali non conoscono l’affetto del musicista nei confronti del proprio strumento. Sulle corde…

Molto è stato detto

Ieri, in un film che scorreva, veniva chiamata in causa Flannery O’Connor. Le sue parole mi sono rimaste impresse, diceva: “Non c’è bisogno che accada molto altro nella vita di uno scrittore dopo il compimento del ventesimo anno. Moltissime delle cose che fanno il narrare sono già accadute allo scrittore prima di quel tempo. Abbastanza…

Tolstoj in Rca

Mio padre una volta mi raccontò che agli studi della vecchia RCA quando si incappava in una buona canzone tutti se ne accorgevano. Era il caso di “Questo piccolo grande amore” dove si lasciavano le porte aperte degli studi di missaggio così da permettere l’ascolto ai musicisti che passavano di lì. Lo stesso accadde con…

Jeff e Shakespeare

Graziano: Signor Antonio, ma che brutta cera! Ho paura che dài troppa importanza alle cose del mondo; chi se la prende troppo, a questo mondo, poi lo perde. Ti trovo assai cambiato. Antonio: Graziano, il mondo io lo tengo in conto solo per quel che è: un palcoscenico sul quale ognuno recita la parte che…